martedì 26 maggio 2009

INSONNIA


Notti insonni
mi venite a trovare.
Pensieri e progetti
a spirale.
Corpo smembrato
gambe al galoppo
per fantasiosi
sentieri,
mani che afferrano
aria e lenzuola.
Interminabili ore
mi tengono in ostaggio
e la mente non sa
trovare riposo.


Poesia e illustrazione di L.Pepe Diaz

Lavoro dei bambini


Questo grande lavoro collettivo è stato eseguito su carta con colori a tempera da un gruppo di bambini dai 7 ai 9 anni, ispirandosi ai lavoei artistici del pittore Undertwasser, sul quale hanno lavorato durante questo anno scolastico e che amano molto per i suoi colori vivaci e i contenuti fiabeschi rispetto ad una città o a delle case ideali.

lunedì 18 maggio 2009

DA PABLO NERUDA


........
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla e chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un'insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette, almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in sè stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna e della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona il progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza, porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

CARRETTERA


Non c'è spazio ne tempo
per gli zoccoli lenti
solo un'attesa che attende
da sempre alla meta.

Solo il caldo
e il silenzio dell'estate,
ma, soprattutto,
una mosca che ronza...


Poesie ed illustrazione di L.Pepe Diaz

domenica 17 maggio 2009

LETTERA AD UN AMICO ANTISIONISTA


"...tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente "antisionista". E io dico, lascia che la verità risuoni alta dalle montagne, lascia che echeggi attraverso le valli della verde terra di Dio: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, questa è la verità di Dio, che il suo Popolo sarebbe ritornato nella gioia per ricostruire la terra di cui era stato depredato. Questo è il sionismo, niente di più, niente di meno...E che cos'è l'antisemitismo? E' negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che rivendichiamo giustamente per la gente dell'Africa e accordiamo senza riserve ad altre nazioni del globo. E' una discriminazione nei confronti degli ebrei per il fatto che sono ebrei, amico mio, In poche parole è antisemitismo...
Lascia che le mie parole echeggino nel profondo della tua anima: quando qualcuno attacca il sionismo, intende gli ebrei, puoi starne certo."

Martin Luter King- "Letter to an Anti-Zionist Friend"
Saturday Review XLVII ( agosto 1967)

martedì 12 maggio 2009

DA PABLO NERUDA


.........

Altri giorni verranno, sarà inteso
il silenzio di piante e di pianeti
e quante cose pure accadranno!
Avranno odor di luna i violini|
Il pane sarà forse come tu sei:
avrà la tua voce, la condizione di grano,
e altre cose con la tua voce parleranno:
i cavalli perduti dell'autunno.
Anche se non sarà come disposto
l'amore empirà grandi barili
come l'antico miele dei pastori,
e tu nella polvere del mio cuore
( ove saranno immensi magazzini )
andrai e tornerai tra le angurie.

...........

lunedì 11 maggio 2009

Ruolo dell'educatore in Toccarconmano


L'Educatore dovrà predisporre in modo corretto l'ambiente, favorendo la stimolazione; porsi all'ascolto del bambino e rispondere ai suoi bisogni assumendo caratteistiche di regista, attraverso un'attenta osservazione.
Tale comportamento dovrà seguire queste linee:
A) essere un'interlocutore sempre attento e presente
B) rispettare e dare valore alle idee originali del bambino ed aiutarlo a scoprirne il significato;
C) fornire stimoli inerenti alle materie espressive e percorrere col bambino il processo che conduce alla soluzione;
D) fare in modo che il bambino apprenda le tecniche espressive e le loro semplici regole per facilitare l'espressione stessa;
E) ripettare le domande del bambino, dandogli sempre ascolto, e guidarlo percè, dove sia possibile, trovi da solo le risposte:
F) aiutare il bambino che presenta difficoltà ad inserirsi nel gruppo ed a rapportarsi col materiale secondo sperimentate tecniche " soft ";
G) sostenere il bambino che presenta difficoltà nell'approccio col materiale in modo discreto e graduale fino a che cessi la paura ed il bambino spontaneamente inizi a laviorare, senza preoccupazioni se i tempi potranno essere lunghi;
H) rispettare i tempi del bambino non abligandolo a cessare il lavoro all'improvviso o bruscamente e non sovrapporsi mai a lui nel suo lavoro con richieste o interventi che gli sono estranei.
In conclusione , l'Educatore sarà colui che: PREDISPONE( l'ambiente , i materiali ecc.), PROPONE ( dando stimoli e fornendo le regole di utilizzo dei materiali ), STIMOLA ( partecipando attivamente al gruppo di lavoro cogliendo le richieste di dialogo o spiegazione, con interventi indiretti e non agendo mai direttamente sul contenuto del lavoro del bambino), GARANTISCE ( che le regole del gioco, di tipo sociale, vengano rispettate e che ognuno sia seguito e accettato empaticamente per il lavoro che esegue).

domenica 10 maggio 2009

TI VOGLIO PARLARE ( a mia madre )


Mamma,
voglio parlarti dei nostri momenti
di complicità pervasi
dilatati nel tempo.
Solo quelli
voglio ricordare.
Fra noi l'ironia
e le risate,
le piccole infrazioni
a una vita borghese.
Nel ristorante
il panino imboscato,
le incursioni al mercato,
la notte insonne
a caccia di zanzare,
il tè con le torte viennesi
l'allarme
che non voleva tacere,
il grasso d'oca sul pane nero,
tutte le torri
di S. Gimignano,
il caffè lungo
nel bar malfamato,
le maratone
per acquisti un po' pazzi,
e lo spumante al mattino.
Sono morsi di vita
che vivemmo insieme,
sono pochi,
ma te li rendo,
mamma,
come i più bei ricordi.


Poesia di L.Pepe Diaz

Auguri a tutte le mamme del mondo


Per molto tempo ho pensato a questa ricorrenza con un po' di fastidio per il suo indiscutibile lato consumistico poi, invecchiando, si riflette di più e, soprattutto ,quando accadono eventi nella propria vita che ti obligano a farlo. Un anno fa mia figlia è diventata mamma per la prima volta e sei mesi fa mia mamma si è addormentata per sempre. Ora sento la mancanza del telefonarle, in questa mattina, per farle gli auguri. Chi mi conosce sa quali fossero i sentimenti contrastanti che a lei mi legavano e quanto io abbia sofferto a causa sua e per la sua lontananza. Ma adesso lei non c'è più, il mio animo si era già quietato durante la sua lunga vecchiaia, figlia ormai vecchia anch'io e in grado di discernere e capire meglio molte cose, più incline finalmente al perdono. Il tempo che passa è clemente verso la memoria di chi non c'è più e così ora sento soltanto una struggente nostalgia nei suoi confronti. Non è sciocco dire che ci si ritrova tristemente orfani ad ogni età con la sensazione di un vuoto di un passato remoto che nessuno potrà più raccontarci.
A mia figlia, che vedo così appagata e felice col suo/ nostro Francesco Noh (deliziosamente propenso al sorriso ) , invio gli auguri più belli perchè sia sempre felice col suo bimbo per lunghissimo tempo, come lo è ora e la ringrazio per avermi dato un così caro e bel nipote.

sabato 9 maggio 2009

ANNIVERSARIO UNIONE EUROPEA


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.L'Unione europea (UE) è un'organizzazione di tipo sovranazionale e intergovernativo, che dal 1º gennaio 2007 comprende 27 paesi membri indipendenti e democratici. La sua istituzione sotto il nome attuale risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 (entrato in vigore il 1º novembre 1993), al quale tuttavia gli stati aderenti sono giunti dopo il lungo cammino delle Comunità europee precedentemente esistenti.

L'Unione consiste attualmente di una zona di libero mercato, detto mercato comune, caratterizzata, tra l'altro, da una moneta unica, l'euro, regolamentata dalla Banca centrale europea e attualmente adottata da 16 dei 27 stati membri; essa presenta inoltre una unione doganale nata già con il trattato di Roma del 1957 ma completata fra i paesi aderenti agli accordi di Schengen, che garantiscono ai loro cittadini libertà di movimento, lavoro e investimento all'interno degli stati membri. L'Unione presenta, inoltre, una politica agricola comune, una politica commerciale comune e una politica comune della pesca.

L'Unione europea non è una semplice organizzazione intergovernativa (come le Nazioni Unite) né una federazione di Stati (come gli Stati Uniti d'America), ma un organismo sui generis, alle cui istituzioni gli stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale. Le sue competenze spaziano dagli affari esteri alla difesa, alle politiche economiche, all'agricoltura, al commercio e alla protezione ambientale. In alcuni di questi campi le funzioni dell'Unione europea la rendono simile a una federazione di stati (per esempio, per quanto riguarda gli affari monetari o le politiche ambientali); in altri settori, invece, l'Unione è più vicina ad una confederazione (per esempio, per quanto riguarda gli affari interni) o a un'organizzazione internazionale (come per la politica estera).

Gli organi principali dell'Unione comprendono il Consiglio dell'Unione europea (spesso chiamato nel gergo giornalistico Consiglio dei Ministri), la Commissione, la Corte di Giustizia, il Parlamento, il Consiglio europeo e la Banca centrale europea. L'istituzione dell'Europarlamento risale al 1950 e dal 1979 i suoi membri sono democraticamente eletti, in tutti i territori dell'Unione, a suffragio universale, per una durata in carica di cinque anni.

giovedì 7 maggio 2009

GLICINE


Grappoli viola
pallidi e pendenti
da un balcone barocco.
Un'infanzia
passata
contando il tempo
sulla clessidra viola
del glicine in fiore.
Un'infanzia passata
in un soffio leggero
tra il trascorrere
delle stagioni,
il fiorire e lo sfiorire
del glicine assonnato.
Tra i piccoli petali
vorrei racchiudere
le mie lacrime
in magici scrigni,
un grappolo di lacrime
buone
che dondoli, piano,
da un balcone barocco.

Poesie ed immagine di L.Pepe Diaz

Valdesi- Oggi : organizzazione


Sono circa 30.000, membri delle Chiese Valdesi e di quelle metodiste che dal 1979 hanno stretto un patto di unione con integrazione delle loro attività.
I Valdesi sono cristiani il cui perincipio è vivere la fede secondo i soli insegnamenti dell'Evangelo. Solo quanto è fondamento della predicazione apostolica costituisce la sostanza della fede Valdese: gli insegnamenti e le abitudini popolari che vengono dalla sola tradizione della chiesa, non supportati dalla Scrittura, vengono accantonati.
Il riferimento alla Scrittura è il fondamento per la chiesa e la sua organizzazione. Per tanto la chiesa non è una istutuzione che gestisce la salvezza, ma una comunità di credenti uniti al Cristo. Essendo Cristo unico mediatore, non ha ragion d'essere la figura del Sacerdote, poiché tutti i credenti sono uguali davanti a Lui. Pastore della chiesa è colui che è delegato alla predicazione, oltre ad altri credenti, preparati, detti Predicatori Locali. Ai ministeri della chiesa possono accedere uomini e donne, celibi o sposati, dopo aver affrontato gli opportuni studi teologici. La cura pastorale (oltre che al Pastore), e la direzione della comunità è affidata ad un consiglio di presbiteri (detti Anziani) eletti dasll'assemblea dei fedeli.
La chiesa, a livello centrale, è diretta dal Sinodo, composto dai deputati delle singole comunità. Il Sinodo nomina a sua volta un organo direttivo (la Tavola Valdese), presieduto dal Moderatore. Tutti gli incarichi sono a scadenza, in genere settennale, affidati a uomini e donne indistintamente.

lunedì 4 maggio 2009

Bri-Brì


Io sono il gatto di Ludovica e per questo penso, di diritto, di dover comparire nel suo Blog. Come potete notare sono belloccio e ho anche due ciuffi dietro le orecchie come le Linci. Sono vivace e intelligente. Sono combattitvo: non ho paura di niente. Voglio molto bene all'amica con cui condivido la casa e, a volte, le concedo qualche coccola, ma non voglio che ci si abitui troppo. Non sopporto le sgridate che lei mi propina per esempio se voglio mangiarmi una delle sue adorate piante. Siccome, di norma, resto impassibile, lei può darsi che mi dia uno scappellotto e allora, voi mi capite, per la mia dignità, gliene restituisco due. Ma di solito andiamo molto d'accordo e la seguo ovunque, ma prorio ovunque, anche sul lavello guando rigoverna i piatti. Imoltre mi piace moltissimo fare la pipì in contemporanea, uno di fronte all'altra, occhi negli occhi: lo trovo intimo. Detto ciò vi informo anche che sono molto bravo nel gioco del riporto della pallina nel quale credo di battere molti colleghi cani e gatti compresi. Penso proprio che la mia convivente possa essere contenta di me e vi saluto con un bel "Miaooo "....

Commento della convivente : E' adorabile , ma chi doveva adottarlo se non io ?

sabato 2 maggio 2009

SENTIRE


SENTIRE

Dei sensi
le indefinite voglie.
Del corpo
l'improvviso languore.
Udire l'albero
organo
d'ugole vibranti.
Guardare l'alba
come mai vista.
Scoprire il passo
farsi leggero
fra un turbinio
di semi, di pollini,
di vita.
Sentirsi
liberi, giovani
belli,
che tutto
si può osare.
E il cuore dice:
non ti spaventare,
è primavera.


Poesia e illustrazione di L.Pepe Diaz

I Valdesi : la loro storia


I Valdesi prendono il nome da Valdo, un mercante lionese che, intorno al 1170, vendette i suoi beni e si mise a predicare l'Evangelo ai suoi concittadini, come fece più tardi Francesco di Assisi.
Nel caso di Valdo, la gerarchia cattolica reagì però in modo critico e lo scomunicò.
I suoi seguaci, detti " i poveri di Lione" proseguirono la predicazione formando piccole comunità costrette, per le persecuzioni, a vivere in clandestinità.
La loro fede si ispirava al Sermone sul Monte: principi fondamentali erano il rifiuto della violenza, del giuramento, dei compromessi con il potere politico. Essi mantennero viva la loro presenza di fede in tutto il Medio Evo. Una delle zone in cui si rifugiarono furono le Alpi Cozie.
Quando sorse in Europo la Riforma protestante di Lutero, i Valdesi vi aderirono nel 1532, organizzandosi in comunità con predicatori propri.
Per 150 anni le Valli Valdesi furono un avanposto del protestantesimo europeo e perciò sottoposte ad attacchi da parte del governo cattolico sabaudo. Tristemente famose furono, nel 1655, le " Pasque Piemontesi ", un vero e proprio eccidio e nel 1686 la guerra di Luigi XIX a cui sopravvissero poche migliaia di Valdesi che si rifugiarono in Svizzera da dove rientrarono tre anni dopo con una memorabile marcia.

I diritti civili e politici, di cui erano privi, vennero riconosciuti ai Valdesi ed agli Ebrei il 17 febbraio 1848 da Carlo Alberto(data che i Valdesi festeggiano tutt'oggi. Così i Valdesi poterono iniziare a testimoniare la loro fede diffondendo la Bibbia e con un particolare impegno nel campo educativo. Accanto alle scuole, sorsero convitti, orfanotrofi, scuole di artigianato, ospedali, ricoveri per anziani ed asili. Durante il XIX Sec. i Valdesi si espansero con Comunità ed opere dal Piemonte alla Sicilia.

venerdì 1 maggio 2009




Una giornata per incrociare le braccia e godersi una meritata vacanza.
Il primo maggio, la festa dei lavoratori affonda le radici nella lotta di classe, nell’opposizione fra capitale e lavoro, due dei tre fattori della produzione che, a partire dalla rivoluzione industriale, hanno segnato fortemente la storia del capitalismo.

Il sangue dei morti di Haymarket, Chicago 1886, caduti negli scontri per mano della Polizia, segna la prima istituzionalizzazione della festa dei lavoratori effettuata oltreoceano.
L’eco degli eventi del continente americano determina l’ ufficializzazione della festività in Europa, sostenuta dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889. L’Italia la ratifica due anni dopo.

Il ventennio fascista cancella la data in rosso dal calendario in favore della più autarchica “festa del lavoro italiano” fissata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma e bisognerà aspettare la fine della guerra, il 1945, per ripristinarla.
Il 1 maggio del 1947 la festa si tinge di sangue in uno degli episodi più bui della nostra storia contemporanea. A Portella delle Ginestre, vicino Palermo, i gregari del bandito Giuliano sparano su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina. Un fatto inquietante per la Sicilia in particolare e per l’Italia in generale.

Oggi, a livello nazionale, si festeggia il primo maggio con un megaconcerto in Piazza San Giovanni a Roma. Dal 1991 i sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente nella capitale un concerto per celebrare la festa come momento di aggregazione ed al quale partecipano centinaia di migliaia di persone

L'ALBA


Sorgeva l'alba, le finestre chiare
sulla neve notturna, e già la rosa
del vento nella luce apriva il mare
al tratteggio dei gessi, alla mimosa

del sole giallo come fune: tutto
era memoria e oblio, quieto latte
di sonno e come un'ombra vaga il lutto
delle fiorite nuvole distratte.


Alfonso Gatto